Ass. Cult. Aurea Phoenix – Rassegna “Atemporale” di Franco Fratantonio – Ragusa

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L’Associazione Culturale Aurea Phoenix con Comune di Ragusa

invita all’inaugurazione della Rassegna “Atemporale” di Franco Fratantonio

che si terrà Sabato 21 aprile 2018 alle ore 18,00

presso la Civica Raccolta “Carmelo Cappello” di Palazzo Zacco a Ragusa.

L’esposizione, a cura di Andrea Guastella, raccoglie opere che abbracciano oltre trent’anni di lavoro – il quadro più antico data 1987 – tracciando un quadro completo dell’intera carriera dell’artista.
I visitatori potranno inoltre soffermarsi su tre video di Fratantonio: Salvataggio, Ossidiana, e l’inedito Pozzo Paradiso. Quest’ultimo prende le mosse da una lirica del poeta Riccardo Emmolo per riflettere intorno ai concetti di rinascita e memoria.

La Mostra resterà apertà fino al 3 giugno 2018 negli orari:
Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 8.00 – 14.00 / 15.00 – 18.00;
Sabato ore 9.00 – 13.00, 15.00 – 18.00
Giorno di chiusura: domenica, lunedì e festivi
Ingresso libero

Civica Raccolta “Carmelo Cappello”, Palazzo Zacco (via San Vito 158, Ragusa)
Per Info:
Andrea Guastella, mail: andreguast@yahoo.com – Cell: 327.4059001
Centro Servizi Culturali “E.Schembari” (via A.Diaz, 56 Ragusa) 0932 682486 – centro.serviziculturali@comune.ragusa.gov.it

Franco Fratantonio (Modica, 1962) si è formato artisticamente a Milano, dove ha conseguito il diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha lavorato in ambito scenografico al Teatro alla Scala di Milano, frequentando artisti e studiosi come Fabrizio Plessi, Roberto Sanesi, Francesco Leonetti, Piero Quaglino, Giacomo Agosti, Giangiacomo Spadari, Luciano Fabbro, Piero Guccione. Ha all’attivo numerose personali in Italia e all’estero.

Dalla presentazione di Andrea Guastella: nella pittura di Fratantonio “Ciò che appare evidente è […] un tentativo di sintesi tra le tendenze astratte del Novecento europeo e lo spirito costruttivo dell’altro Novecento, quello italiano, in cui l’uomo non viene mai meno. Ma che tipo di uomo? Scriveva Giacometti: ‘Non costruisco se non distruggendo, non avanzo se non voltando le spalle alla meta’. Se, dopo le tragedie che hanno funestato la nostra storia più recente, un uomo rimane, la sua natura è la pura essenza plastica. Quanto di torbido e oscuro turbava in Giacometti nella pittura di Franco è sopraffatto dalla forma. Che è da subito geometrica e monumentale come una scultura classica, riproducibile e simbolica come la scrittura. Non a caso, sin dai primi lavori fanno la loro comparsa fogli, ritagli di giornale. Franco è convinto che una verità esista e sia comunicabile attraverso astrazioni: le parole o i solidi geometrici delle sue stanze o, più tardi, dei paesaggi”.

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